Note nomadi. [3]

Note Nomadi. [1]

Note nomadi. [2]

Note nomadi. [3]

Ogni cosa ha un proprio compimento. Un destino racchiuso nell’ultimo gesto, concepito in origine sotto il segno della Grazia, in una gestazione eterodiretta sempre, che il nostro minuscolo accento singolare può solo accogliere.

Il più alto compito di umane creature, davanti all’Ignoto ed al Mistero che disegnano l’orizzonte del Tempo, è quello di stare nell’ascolto interiore per cogliere i segni dei tempi e di aprire la mano nel gesto coerente che sigilla le storie accompagnandole fino all’Omega del proprio fine ontologico.

In un giorno di inizio dicembre, i guanti di lana bianca, confezionati tanti anni fa dalle nonnine di montagna, hanno iniziato il loro ultimo e decisivo viaggio. Sono certo che sarà così: nella piccola abside di una minuscola cappella, li ho consegnati nelle mani di un sacerdote dedito alla cura della marginalità da sempre, quasi come fossi in confessione. Non ho fatto molta fatica per trovare la sua comprensione, per sapere che avrebbe colto il senso del gesto, il simbolismo di uno statuto interiore che univa in quell’atto due cuori, quello di Elena ed il mio, in una comunione modesta eppur significativa di intenti. Era l’inizio dell’Avvento. La religione dei cuori ha orizzonti che trovano non di rado angusti quelli della semplice osservanza catechetica.

Il sacerdote ha sorriso, i suoi occhi parlavano per lui, ha voluto leggere il biglietto, che, come gli ho detto, Elena ed io avremmo pensato accompagnasse il viaggio della cosa sempre.

Avrebbe provveduto lui, ed ero sicuro che così sarebbe stato, nel modo giusto e compreso.

I guanti che avremmo voluto donare al musicista stavano intonando l’ultima nota nomade del loro viaggio: in essa risuonava ancora viva l’eco di un canto dolente ed infinito, che aveva trovato finalmente una casa.

Altre mani grandi, in essi racchiuse, si poseranno per tracciare i segni che tengono aperto e leggibile in eterno lo spartito della Speranza.

L’uomo del sax sarà forse oggi una preghiera nel grembo di Dio e certamente il Padre lo stringerà forte come sempre tiene nel Suo abbraccio gli audaci nella generosità di sé. Anche quando la vita, la sua essenza, pare dimenticata o perduta sul ciglio di un marciapiede tra la folla quasi sempre indaffarata e distratta.