[A te, che ancora sogni, solo...]


[A te, che ancora sogni, solo...]

La feroce muta di cinici ardenti,

ne spolpa, nel giorno felice, il silenzio.

I vinti, i cari alla terra promessa

di un Tempo futuro, perduti

nel numero immane degli uomini in coro.

Sedotti, nel canto, dall’ala tremante

dei sogni rapiti. L’infanzia nel volo.

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