Accento circonflesso.


Accento circonflesso.

Ma tu non vorrai nell’ora tarda e mite

della sera inabissarti e presto scomparire

nell’onda che lenta e furente investe

il nulla assente, la vita del poeta

e mendicante.

Abbarbicato all’orma del ricordo,

lacerto di scogliera, starai sull’irto

abisso del tuo canto. Tu, pover’uomo

muto e della storia minima memento.

Tu, accento circonflesso di Silenzio,

a lume spento, nella bella notte

che intero ne ha sedotto il Tempo.

2 thoughts on “Accento circonflesso.

  1. Una poesia intensa, travolgente, di una squisita musicalità. Grazie, Giordano, di continuare a credere nella parola.
    Marina

  2. Grazie infinite a te, Marina.
    Ci sono parole che sembrano nascere all’improvviso dopo una lunga e non vista gestazione nell’anima e salpano dal Silenzio in cerca di approdi e destino. Le scampa spesso alla deriva l’ascolto prezioso di chi le accoglie e restituisce loro vita. Forse dona loro una vita nuova. La risonanza e l’eco che esse trovano e suscitano, rendono l’arenile cui giungono vibrante d’una luce intensa, come quella suscitata dal vento quando accarezza lento l’acqua, nel riverbero dei giorni calmi, d’estate. Una Luce…
    In essa Luce, l’origine del canto ed il suo inatteso e felice destino sono uno. Nella parola che svela qualcosa di sé a chi accoglie e rivela qualcosa in sé a chi la pose nel tempo… Mi piace credere, e qui attinge la mia fede nella parola, sia Qualcosa che precede la parola stessa ed insieme in essa perdura.
    Perciò amo infinitamente il canto. Forse il ritmo che senti nel verso è la musica che risuona quando l’origine incontra fra i tanti possibili un proprio atteso destino.
    L’arte, il canto, è una sinfonia di risonanze interiori. Di cui il poeta segna nella parola un minuscolo inizio e la cui fine non è data mai. Una sinfonia che si compone negli infiniti tu di un canto eternamente aperto,
    Giordano