Bangui.

 

Bangui.

di Suor Antonietta Papa, FdMM

12 Marzo, ore 7.12

Iniziano le manovre di atterraggio. Sotto di noi, uno sterminato campo profughi. Un immenso ammucchiarsi di tende. Una voce al microfono ci dà il benvenuto a Bangui e ci ricorda che è proibito scattare fotografie.

 

12 Marzo, ore 9.20

Ora siamo alla missione [a Bangui, ndr].

 

12 Marzo, ore 12.35

L’elettricità è disponibile solo per due ore al giorno. Ci sono 39 gradi di temperatura. La rete Internet non è accessibile.

 

13 Marzo, ore 00.45

Sparano ancora un po’, durante la notte. Per il resto, va. C’è un po’ di paura per la data del 15 Marzo, anniversario del colpo di Stato. Pregate. Ecco, stanno di nuovo sparando. Devo spegnere.

 

14 Marzo, ore 11.39

Questa notte i musulmani hanno sgozzato un nostro vicino. Gli anti-balaka sembrano organizzarsi. La gente è per strada. Ecco, ora stanno di nuovo sparando e si sentono urla vicine. Vengono lanciate granate. Noi stiamo in casa, ora. Paura. I militari burundesi sono incaricati di vigilare, ma non capiscono la lingua. Nel pomeriggio, ci sarà la Via Crucis. Unite la preghiera.

 

14 Marzo, ore 12.23

Sono a Bangui. Da quando siamo arrivate, il 10 marzo, hanno sparato ogni sera. La missione si trova in un quartiere a prevalenza musulmana.

 

14 Marzo, ore 20.39

L’elicottero dei sangaris (i militari francesi il cui nome è ripreso da quello di una farfalla africana) ha sorvolato la zona per buona parte del pomeriggio. Poi, sono iniziati gli spari. Ora tutto è di nuovo calmo. Troppo calmo, ed è un silenzio che contrasta in modo inquietante con la normalità che contraddistingue il chiassoso Centrafrica.

 

15 Marzo, ore 7.48

Grazie a Dio, abbiamo trascorso una notte tranquilla. Si temeva l’arrivo di Bozizè, durante la notte stessa. Commentando il Vangelo, alla messa del mattino, il sacerdote ha invitato i fedeli ad essere buoni come lo è il Padre celeste con tutti e con ciascuno.

 

15 Marzo, ore 8.56- 10.19

Nonostante la difficile situazione nella quale ci troviamo, sto partecipando ad un incontro dedicato alle donne. E’ stupendo!

Si sarebbe dovuto tenere l’8 marzo, ma non è stato possibile. Dopo l’accoglienza, ci sarà un momento di preghiera. Breve excursus per descrivere e raccontare la storia di una partecipazione coordinata delle donne cattoliche alla vita sociale: la collaborazione fra donne, vista e proposta come risolutiva del conflitto. Dibattito. Animazione. L’Adorazione precederà il pranzo. Nel pomeriggio: la giornata internazionale della donna, breve storia e suo significato. Verifica del percorso formativo e del grado di coesione sociale consapevole che ne potrebbe scaturire. Preghiera conclusiva. Sono un centinaio le donne che partecipano all’incontro, nella parrocchia in cui ci troviamo.

Ed ecco in estrema sintesi alcune delle linee guida lungo le quali si sono svolti la riflessione e l’incontro. Come la donna ha impedito la guerra? Come educare i figli al confronto? La donna deve educarsi a vivere serena durante le terribili vicende del conflitto. La sua capacità di trasmettere fiducia, può essere uno snodo decisivo nel risolverlo.

 

15 Marzo, ore 17.18

L’incontro è finito. Fra poco sarà buio, rimane solo il tempo per tornare a casa. Porto dentro me l’eco della giornata trascorsa. Impegno. Solidarietà. Speranza.

 

15 Marzo, ore 23.31

Dalle 21.00, l’eco di spari, distanti e vicini a casa. I cani abbaiano. In lontananza, si sente una folla urlare. Sta passando un carro armato. Ora è iniziata una tregua. Quanto durerà?

 

16 Marzo, ore 09.05

Oggi si terrà un incontro di tutti i religiosi di Bangui. Siamo più di un centinaio. Dopo la meditazione e la condivisione dell’esperienza, di questo momento storico, le religiose ed i religiosi si trovano per riflettere e per pregare. Ci guidano le parole del profeta Ezechiele, ed in particolare i capitoli 18, 36, 26. Quelli nei quali il profeta annuncia al popolo scoraggiato la Speranza, e lo invita a “formarsi un cuore nuovo”. Lo stesso compito al quale sono chiamati oggi le religiose ed i religiosi. Abbiamo ascoltato il racconto dell’uccisione del guardiano della missione delle Suore Benedettine. Abbiamo condiviso l’esperienza dei saccheggi e delle violenze, la narrazione di vicende tragiche dalla voce dei testimoni. Poi, guidati dalle parole del profeta Ezechiele, abbiamo riflettuto e pregato. Ringraziando infine Dio misericordioso.

 

Il corsivo è mio… [GM]

Naturalmente, quello di Antonietta non è un monologo a distanza. Di quando in quando, e pur con tutti i limiti di conoscenza personali, invio a mia volta un SMS con domande di chiarimento, con qualche precisazione, tentativi di orientamento nella lettura della sua testimonianza. Stamani, per esempio, le ho scritto così:

16 Marzo, ore 11,14

E’ molto bella quella Luce di speranza che sembra trasparire dal tuo diario nel contrappunto di una realtà terribile, tra spari, urla granate. La voce dell’Umano che respira.

 

16 Marzo, ore 21.02

Nel pomeriggio, ogni religioso ha raccontato l’esperienza della propria comunità. Il denominatore comune di fronte a difficoltà talvolta insormontabili, non è la forza umana (MISCA,Missione Internazionale di Sostegno al CA, Sangaris) più volte chiamata in aiuto e spesso arrivata troppo tardi, ma la Grazia del Dio misericordioso che ci ha salvato. La popolazione si è riversata nelle parrocchie e nelle comunità religiose. Un sacerdote ha raccontato che un giorno, mentre stava celebrando la messa, ha visto entrare in chiesa un numero sempre crescente di persone. Una partecipazione insolita. Si è chiesto allora cosa stesse succedendo. Proprio mentre tentava di formulare qualche risposta, ha sentito gli spari. Un fuoco sempre più intenso. Allora ha capito. Noi, è stata la sua considerazione conclusiva, non abbiamo mura che ci proteggano. Non abbiamo armi a nostra difesa. Eppure, la gente ha continuato ad affluire quel giorno. Ha letteralmente invaso la nostra casa, la scuola, ed è tuttora lì. Siamo insieme. La testimonianza del sacerdote non è unica. La sua non è un’esperienza isolata, ma è identica a tante altre vissute dai religiosi in RCA.

 

16 Marzo, ore 21.37

Iniziano di nuovo a sparare. Devo spegnere.

 

17 Marzo, ore 7.27

La notte è stata nel nostro quartiere più calma, rispetto alle precedenti. Abbiamo sentito solo qualche tiro sparso. Nella missione siamo in nove. Cinque suore e quattro giovani: un’aspirante originaria del Congo e tre postulanti Centrafricane. Tra loro parlano abitualmente in Sango, che è la lingua locale. Per rispetto verso l’ospite, però, si esprimono in Francese. Talvolta, per esempio a tavola, la discussione si accende: allora prevale la lingua materna, di cui intuisco alcune parole.

 

17 Marzo, ore 8.24

Ora scrivo dei nostri angeli custodi. La nostra casa confina con un terreno abbandonato, rifugio sicuro per ragazzi di strada. Sono piccoli amici, che da sempre invitiamo spesso alle nostre celebrazioni. Sono loro che ci informano di ciò che succede. Sono loro che ci proteggono.

 

17 Marzo, ore 21.11

Abbiamo incontrato oggi monsignor Nestor Nongo, il vescovo di Bossangoa. La nostra comunità di Bouca, con le Figlie di Maria Missionarie suor Angelina e Suor Myriam, si trova nella sua diocesi. “La vostra presenza,- ha detto tra l’altro monsignor Nongo,- ha permesso di salvare la vita di 4000 persone, che hanno trovato rifugio in convento”. Suor Angelina, ha ricevuto minacce. La realtà che lei ha vissuto, è simile alla nostra, ha detto ancora il vescovo. Le nostre parole sono sempre state vere, sia con i Seleka, sia con gli anti-balaka, ha sostenuto. Li abbiamo messi davanti alle proprie responsabilità. E quel barlume di umanità che tuttora resiste, ha impedito il massacro. I militari agiscono così: arrivano, circondano la missione e intimano ai missionari di far partire i rifugiati, minacciando di uccidere tutti se l’ordine non viene eseguito. I missionari hanno scelto di morire insieme ai rifugiati, piuttosto che costringerli a fuggire. La loro determinazione nel sostenere la decisione, ha significato la salvezza per tutti.

 

18 Marzo, ore 14.03

Stamani ho fatto una visita al quartiere. Ho conosciuto il nunzio apostolico, una persona disponibile all’ascolto. Da mezz’ora sparano. Non sappiamo chi sia a sparare e perché lo faccia. In strada non c’è nessuno. La paura prende ed attanaglia. Paralizza anche il pensiero. Ora stanno passando i militari. Forse arriveranno troppo tardi. Comunque, spareranno anche loro. Si sentono le sirene delle ambulanze. Penso tra me che domani sarà la giornata in cui si ricorda San Giuseppe. Un uomo giusto. Mi chiedo se aiuterà anche questi figli a crescere nella giustizia. Si continua a sparare. Le giovani della missione sono già corse giù, a rifugiarsi. Ora le raggiungo anch’io.

 

18 Marzo, ore 15.40

Ecco, finalmente hanno smesso di sparare. Fra poco, sapremo quanti hanno raggiunto la casa del Padre. Stamani, sono stati cinque, nel quartiere a cinque chilometri da noi, confinante con il nostro. Ora la gente timidamente si affaccia. Anche noi.

 

19 Marzo, ore 7.01

Oggi, ancora in viaggio. Andiamo a circa 400 chilometri verso Nord-Ovest, a Bossangoa. Giovedì, se Dio vuole, andremo a Bouca, da Angelina. Quindi, San Giuseppe avrà ancora la sua missione da compiere… Viaggiamo suor Fiorenza ed io, con l’autista che il vescovo ha messo a disposizione.

 

20 Marzo, ore 10.11

Eccoci finalmente arrivate a Bouca da Angelina e Myriam che ci hanno accolte a braccia spalancate!

 

20 Marzo, ore 15.07

Ottimo viaggio. Durante la sosta a Bossangoa, il vicario generale della diocesi ci ha detto che ad un certo punto gli sfollati presenti erano 42.000. Ora, ha aggiunto, sono 500. A me la situazione è sembrata insostenibile già così… Durante la notte, abbiamo dormito nel centro di accoglienza.

 

21 Marzo 2014, ore 7.33

Il Centro nel quale abbiamo dormito accoglie un centinaio di famiglie di sfollati. E’ stata, la nostra, una notte insolita, che abbiamo trascorso insieme a tantissimi bimbetti e molte persone adulte. Ho potuto parlare con una donna che lavora con la coopi. Da due mesi si trova al Centro di accoglienza e viene da Bozoum. Ha spiegato che il suo compito è quello di ascoltare le vittime di violenze. Le assiste prima singolarmente, poi suddivise in gruppi, a seconda del tipo di violenza che hanno subito. I gruppi costituiti sono dieci. La collaboratrice di coopi (Cooperazione Internazionale) lavora insieme ad altre persone, come lei precedentemente formate all’ascolto dalla stessa coopi.

 

21 Marzo 2014, ore 14.13

Ieri, in viaggio da Bossangoa a Bouca, circa cento chilometri. Siamo partite alle 6 del mattino e siamo giunte a destinazione alle 10,30. Una strada in condizioni difficili da immaginare, lungo la quale abbiamo trovato numerosi alberi caduti, che hanno significato altrettante deviazioni nella brousse. Uno tra questi, rovinato a terra da poco, ci ha costretti a tornare indietro per cercare aiuto presso il primo villaggio incontrato. Cinque uomini armati di machete hanno liberato la strada. Credo che in luoghi come quelli che abbiamo attraversato, con ponti in condizioni precarie e spaventose, anche se non sapessi nemmeno pregare, sentiresti crescere dentro te la fede.

 

22 Marzo 2014, ore 10.34

Sono andata con Fiorenza [suor Fiorenza Amato, la superiora delle FdiMM] a fare un giro nel villaggio [Bouca] : una vera desolazione. Interi quartieri sono stati bruciati. Il tetto delle case, completamente andate in fumo, è di paglia. Quindi, è stato facile. Secondo quanto raccontano gli abitanti del villaggio, sarebbero stati i ragazzi a bruciare interi isolati: sarebbero state date loro alcune torce fatte con la stessa paglia dei tetti, ed essi sarebbero passati ad appiccare il fuoco.

Ci sono però anche segni di ricostruzione, piccoli cenni di speranza. Soprattutto c’è tanta, tanta riconoscenza nei confronti delle suore, gratitudine per la loro presenza. Molti tra gli abitanti del villaggio, hanno detto: “Senza suor Angelina, sarei già cadavere.”. Grazie alla preghiera di tanti ed alla tenacia di suor Angelina, molte vite umane sono state risparmiate e si può continuare a credere nella presenza di Dio che salva.

 

24 Marzo 2014, ore 15.10

Siamo arrivati a circa 100 chilometri da Bangui, sulla via del ritorno da Bouca, e il vescovo ci ha avvisate di non entrare in città. Sparano ovunque e non è chiaro quali siano le forze che si contrappongono in questo frangente.

 

24 Marzo 2014, ore 15.17

Eccoci in una parrocchia, accolti dal parroco. Siamo in quattro suore, un sacerdote e l’autista. Sì, riceverete la vita eterna, ma anche, «già ora, in questo tempo, cento volte tanto» (Mc 10, 30). Riceverete il centuplo quaggiù! In effetti, non ci conosciamo e… siamo già a casa! Sicurezza e rifugio solo in Dio. Speriamo. Sembra si stiano affrontando militari MISCA ed anti-balaka. Suor Angelina e suor Myriam stanno tornando da Bouca insieme a noi per partecipare all’assemblea.

 

24 Marzo 2014, ore 16.23

Hanno iniziato a sparare anche qui. I piccoli bimbi che frequentano la scuola cattolica sono corsi a rifugiarsi da noi. Ci sono i militari proprio vicino ed il parroco ha detto che danno sicurezza.

 

24 Marzo 2014, ore 17.04

La situazione si è calmata. I genitori stanno venendo a riprendere i piccoli. Un anno fa, proprio oggi, è stato deposto Bozize, dunque si tratta di una ricorrenza storica.

 

24 Marzo 2014, ore 18.01

Hanno ripreso a sparare. Usano granate e si riconoscono i colpi della mitraglietta. Sono proprio dietro alla casa parrocchiale. Noi siamo corse tutte dentro, insieme a noi altri parrocchiani hanno cercato rifugio. C’è con noi un bimbo bloccato dalla paura. Non riesce più a parlare. Lo scoppio di una granata lo ha terrorizzato e fatto piangere. Fiorenza lo ha preso in braccio per prima. Ora è con me. Il piccolo sussulta ad ogni sparo. Ed io sento nascere dentro me la domanda di sempre: perché tutto questo?

 

24 Marzo 2014, ore 19.26

Piccola tregua? Da dieci muniti hanno smesso di sparare. Aspettiamo il parroco che è uscito per parlamentare. Xavier Arnoldo Fagba è stato ordinato da poco, il 22 settembre 2013. Sembra riesca a parlare con i militari e con gli anti-balaka.

 

24 Marzo 2014, ore 19.41

Nella rapida successione degli eventi, ho dimenticato di dire che è stato il vicario della diocesi di Bossangoa, don Frederic [Tonfio], ad accompagnarci, guidando l’auto fino a Bouca, dove è rimasto insieme a noi. Fortissima l’omelia di domenica, commento al Vangelo della Samaritana. “Se un nemico vi chiedesse da bere”? è stata la domanda che ha ispirato la riflessione. Questa mattina di nuovo il vicario alla guida dell’auto messa a disposizione dal vescovo, nel viaggio di ritorno da Bouca alla sede vescovile di Bossangoa.

 

24 Marzo 2014, ore 19.52

Il parroco è rientrato. I militari hanno ripreso il controllo della situazione. La notte si annuncia tranquilla. Domani, dovremmo rientrare a Bangui.

 

25 Marzo 2014, ore 8.45

Oggi è l’Annunciazione. Dopo la messa, abbiamo ripreso la strada e stiamo tentando ora di entrare a Bangui. Pare che ci siano stati diversi morti. Ieri sera abbiamo saputo che un giovane è stato ucciso anche a Boali, da dove siamo ripartite stamani, e che ci sono stati diversi feriti. Temo che oggi si conteranno i morti.

 

25 Marzo 2014, ore 9.43

Siamo arrivate a casa! Ora siamo in undici. Ed è FESTA!

 

25 Marzo 2014, ore 21.00

Oggi è stata una giornata calma. Solo qualche colpo sporadico, sparato qua e là. Certo, si vive sempre in apprensione e ci si chiede quando inizierà il prossimo scontro. Abbiamo celebrato solennemente i Vespri dell’Annunciazione ed abbiamo ringraziato Maria per la giornata trascorsa. Domani partiremo per Mbaïki, dove si terrà l’assemblea. Là ci aspettano altre due suore e Paola, una laica che è con noi in Repubblica Centrafricana da quasi un anno, ormai.

 

26 Marzo 2014, ore 10.03

Andando a messa, questa mattina, abbiamo percorso una strada completamente deserta, che non lasciava presagire nulla di buono. Non un veicolo, in circolazione. Durante la celebrazione della messa, abbiamo udito alcuni spari. Al nostro ritorno, abbiamo trovato i militari. Ora sappiamo che nel quartiere ci sono stati 16 morti.

 

26 Marzo 2014, ore 11.32

Una pioggia torrenziale sembra avere calmato gli animi. Non si sentono più spari, ma la tensione permane. Molto forte.

 

27 Marzo 2014, ore 17.59

Ora siamo in assemblea. Qui a Mbaïki tutto sembra più tranquillo. Tradizionalmente, il territorio di Lobaye non è mai stato obiettivo dai ribelli, poiché gli scontri avvengono soprattutto a Bangui, e lì si fermano senza raggiungere la Prefettura confinante.

 

Il corsivo è mio… [GM]

Da oggi, 29 Marzo, e per alcuni giorni, temo non mi sarà possibile aggiornare il blog. Tenterò di pubblicare comunque le notizie che suor Antonietta mi invierà, ma non so se riuscirò a farlo puntualmente ed assiduamente e non so nemmeno quando e come. Vorrei tranquillizzare chi l’ha seguita e letta fin qui sull’eventuale silenzio. Grazie.

 

29 Marzo 2014, ore 9.33

Siate miracolo di gioia in mezzo alle difficoltà della vita, diceva nell’Ottocento il fondatore. Oggi,riunite in assemblea, ci chiediamo come essere testimoni di un Dio amore se tutto intorno vi sono violenza, vendetta e odio.

 

1 Aprile 2014, ore 21.22

Di ritorno a Bangui e di nuovo si sentono spari. Nel vicino quartiere, i militari non sono riusciti a disarmare i ribelli. Una granata si compra nella zona con estrema facilità e a meno di un Euro. Andiamo incontro ad una notte un po’ difficile.

 

1 Aprile 2014, ore 22.07

Speriamo di poter partecipare alla Messa, domani mattina alle 6.00, quando finirà il coprifuoco.

 

2 Aprile 2014, ore 11.22

Gli anti-balaka hanno scambiato tiri con la MISCA fino alle 4.00 di stamane. Timidamente, siamo uscite di casa ed abbiamo visto gente lungo la strada. Quindi, abbiamo deciso di andare a Messa, in parrocchia. Ci sono venuti incontro bimbi a frotte, accorsi per salutarci stendendo le loro manine verso noi. Commuovono infinitamente quegli esserini che ti toccano e cercano la tua mano, rimanendo lì con i loro occhioni spalancati a fissarti e le labbra dischiuse in un sorriso. La Messa ha un altro sapore…

 

3 Aprile 2014, ore 11.04

Questa mattina, un padre comboniano, Moise, è andato in aiuto di una ragazza che gli anti-balaka stavano picchiando e tentando di pugnalare. Il religioso è stato colpito ad una coscia. La ferita è profonda, ma non ha raggiunto il tendine e l’arteria.

 

4 Aprile 2014, ore 6.40

Finalmente nel pomeriggio abbiamo saputo qualcosa di più sull’episodio descritto ieri. Il segretario del Nunzio ci ha detto che la ragazza aggredita è andata a fare una ricarica per il cellulare. Il gestore dell’esercizio al quale si è rivolta, scorrendo la rubrica ha letto numerosi nomi musulmani. La cosa ha scatenato la sua furia e lo ha spinto a tentare di usare violenza alla ragazza ed a pugnalarla. E’ intervenuto il padre comboniano, che i ribelli (anti-balaka) hanno ferito. Hanno quindi catturato la ragazza ed ora i militari (MISCA) la stanno cercando.

 

5 Aprile 2014, ore 22.21

Oggi pomeriggio abbiamo ricevuto la visita del Segretario generale dell’ONU, che è passato proprio davanti a casa per raggiungere il vicino quartiere, a cinque chilometri da qui, in cui si trova la moschea. Non conosciamo l’esito dell’incontro, ma speriamo tanto che possa essere foriero di pace.

 

7 Aprile 2014, ore 13.28

Oggi pomeriggio, ho conosciuto l’Arcivescovo. E’ venuto a casa. Ha ringraziato molto tutte le suore per la loro presenza nelle rispettive parrocchie.

 

7 Aprile 2014, ore 22.45

Domani dovremmo partire. Faremo una sosta in Camerun. Mercoledì mattina saremo a Parigi. Proseguiremo per Roma, dove arriveremo verso mezzogiorno. Torneremo in Italia solo noi due, suor Fiorenza, la Superiora, ed io. Tutte le altre sorelle hanno deciso di rimanere nelle rispettive comunità. Nel pomeriggio, nel nostro quartiere è stato ucciso un altro giovane. I ragazzini giocano a far la guerra, costruendo finti fucili in legno.

 

8 Aprile 2014, ore 13.28

Durante quest’ultima notte ci sono stati alcuni scambi di tiri proprio vicino a casa. Un giovane è stato ucciso. Probabilmente, si è trattato di vendetta. Mi chiedo e chiedo al Signore quando tutto questo finirà. Intanto, stamani, qui, la vita ha ripreso il suo corso.

 

16 Aprile 2014.

Il corsivo è mio… [GM]

Il 9 Aprile Suor Antonietta è rientrata a Roma. Il suo racconto sul blog, dunque, finisce così. Qui, chi vorrà potrà leggere e vedere, dopo averlo scaricato, il powerpoint che suor Antonietta ha realizzato nei giorni scorsi per documentare il mese trascorso in missione nella Repubblica Centrafricana.

Le ho proposto, nel frattempo, di pensare ad un possibile post di sintesi e commento dell’esperienza, un saluto ed un congedo per quanti le hanno scritto e dai tanti che l’hanno letta e seguita. Quando Antonietta potrà e vorrà, sarò ben contento di pubblicare un suo nuovo scritto relativo alla missione in RCA. Per parte mia, non posso che ringraziarla di nuovo per avere accettato di essere ospite dell’«Agapé», con la sua preziosa testimonianza. Grazie a tutti coloro che hanno visitato, durante questo mese, «extemporalitas», leggendo e commentando “Bangui”.

 

16 Aprile 2014, ore 21.25

Mi hanno appena telefonato dalla RCA. Hanno preso in ostaggio monsignor Nestor Nongo, il vescovo di Bossangoa. Insieme a lui, tre abbè [tre padri, ndr], uno dei quali ha viaggiato con noi verso Bangui [Diario, 24 Marzo 2014, ore 15.17, cfr, sopra]. Al momento non sappiamo nulla di più preciso, né come si siano svolti i fatti.

 

16 Aprile, ore 22.15

Ho saputo che il vescovo è andato a celebrare in un villaggio vicino a Batangafo ed i Seleka hanno preso la guida della sua macchina verso destinazione sconosciuta.

 

17 Aprile 2014, ore 13.31

Il vescovo é stato liberato e sta andando verso Bossangoa scortato dai militari della MISCA.

 

7 thoughts on “Bangui.

  1. Resto basito nel pensare che mentre ci sono parti di mondo dove il futile ci sovrasta, ce ne sono altre dove nemmeno le più elementari forme di diritto sono rispettate.
    E le ignoriamo.

    In bocca al lupo Antoinette!!!

  2. Ciao Sr. Antonietta, ho ricevuto tutti i tuoi sms. Ti sono vicino, come sono vicino alla Madre ed a tutta la comunità, con la preghiera. Vedrai l’Amore trionferà come un’alba radiosa. A presto, e.r.

  3. sono sempre i signori della guerra che decidono le sorti di certi popoli purtroppo.

  4. MI viene in mente una canzone di Francesco GUCCINI DIO è MORTO. IN certe situazioni puo’ sembrare,ma il suo amore per tutti noi,si manifesta attraverso il lavoro dei missionari.

  5. Carissime Suor Antonietta e Suor Fiorenza, ho letto questo diario con il cuore in gola……tremo solo al pensiero di quello che state vivendo, ma sono sicura che Dio veglierà su di voi e sul vostro operato, c è un passo della Bibbia che dice “se Dio è con me, chi sarà contro di me?”………vi abbraccio con immutato affetto

  6. La semaine Sante de cette année 2014, elle est touché aussi pour toutes ces souffrances de nous freres et soeus de la RCA et aussi de tous le peuple du monde qui ont besoins de nos solidarité.

  7. As dores de Jesus de ontem são as mesmas que sofrem os nosso irmãs e irmãs da RCA e também de todos os cantos do mundo onte a vida é derespeitada, matata,…