Canto estremo. [Se il nulla muore.]

Canto estremo. [Se il nulla muore.]

Ti chiamavo, innocente e fratello. Nulla ancora/

sapevo del tuo greve fardello, della mano/

nascosta che feroce celava la tua dura risposta.

 

Ti credevo compagno. Ti pensavo felice./

Non tradivi il tuo nulla profondo/

nella muta parola che ti vela e non dice.

 

Ti chiedevo il Silenzio che riflette le stelle,/

la Bellezza che salva nella Luce la notte./

Non sapevo del tuo senso perduto lungo ciniche/

rotte.

 

Ti abbracciavo ferito al ritorno nel tuo cuore/

che batte. Senza chiedere il canto alle membra/

corrotte.

 

Non sapevo che giacevi perduto negli incerti/

frammenti di trame interrotte. Che il tuo dono/

era sabbia dispersa lungo giorni di vento.

 

Non sapevo che celavi nel cuore già l’estremo/

silenzio. Che il destino era solo l’ultimo/

lembo del celeste suo grembo.

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