Contraddizioni. [Modernità. Etica ed essenti.]

Contraddizioni. [Modernità. Etica ed essenti.]

1.

Intellettuali che difendono la gratuità della cultura a gettone di presenza.

2.

Una strenua difesa della propria privacy. Un’esuberante ed invasiva esibizione di tutta la propria vita.

3.

La (giusta) ed ostinata rivendicazione del libero accesso ai testi (alle opere) in un contesto di lettori debolissimi (meno di un libro/anno).

4.

L’invocazione di una nuova legge per ogni controversia irrisolta. Poco o nessun rispetto per la legge vigente.

5.

Legati al culto del finto antico, delle cose di una volta. Travolti da una superficiale e parossistica ansia della novità purchessia.

6.

Un’inflazione di mezzi. L’infinità dei messaggi. Un’estrema povertà comunicativa e relazionale.

7.

Antagonismi rivoluzionari perfettamente integrati nel sistema che combattono a suon d’irate parole.

8.

I sempre nuovi e numerosi Dante (“o il più grande poeta vivente”), contemporanei in una folla di epigoni.

9.

Gli eremiti che gridano la propria solitudine dall’affollato cenobio dei media di massa che ne esaltano le frequenti performance pubbliche.

10

I volontari che esercitano lo spirito di gratuità essendo perfettamente inquadrati nel ruolo e ben retribuiti.

11.

Gli indignati censori pubblici che godono tranquillamente in privato dei privilegi denunciati.

12.

I moralisti della domenica, che indossano un simbolico cilicio solo quando lo prevede il codice dell’opportunismo.

13.

…[?]…

Quale fondamento di valore (etica, ontologia degli essenti) resiste al principio di non contraddizione nella Modernità?

 

 

 

 

 

 

 

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