Diario inutile. 14

Diario inutile. 14

Affidarsi.

Devo a Nino il passaggio tutto interiore, e la premessa di una riflessione che ne fosse argomento e sostanza, dalla fiducia all’affidamento. E’ accaduto il giorno in cui ho scritto Diario inutile. 11.

Qualche tempo dopo, Tode mi ha parlato di questa sua bella iniziativa, invitandomi a scrivere io stesso il mio primo passo. Nei giorni scorsi, ho riflettuto a lungo, ancora e più di sempre, come ho tentato di fare sin dall’inizio, sul senso, sull’esito e sul preciso luogo interiore, il piccolo pertugio, dal quale ho vissuto e scrutato la tempesta.

Ne è nata un’altra pagina del mio Diario inutile, che forse pubblicherò nei prossimi giorni, dalla quale ho colto in estrema sintesi il passaggio che segue. Il mio primo passo. Affidarsi.

 

#therightfoot

Abbiamo sperimentato tutti, forse qualcuno per la prima volta, una consapevole, assoluta fragilità personale. Timore, incertezza, impotenza davanti all’intensità virulenta del dramma.

Fuori dai paludamenti istituzionali e dalla forza, che statuiscono entrambi la garanzia dell’esito atteso, avevamo quasi abbandonato l’arte feriale e ispirata alla mitezza di avere fede nel prossimo.

La prova estrema ci ha restituito anche infinitesime esperienze di reciproco affidamento. Minuscoli gesti di solidarietà. Di prossimità. Di vicinanza. Mani tese e sconosciute. Libere. Spesso gratuite. Non dimentichiamole. Compiamo il primo passo nella memoria di tale affidamento. Inizieremo un cammino che ci porterà lontano. Insieme.

Uscendo dalla tribù degli interessi costituiti, per costruire la comunità degli ideali condivisi.

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