Diario inutile. 19

Diario Inutile. 19
Luce interiore. [Il canto di Lan Lan].

Fiori, fiori, primi piani. Ampi luminosi azzurri orizzonti per alte campiture interiori. La poesia di Lan Lan Huê. Haiku, forse non solo. La parola scolpisce l’attimo nella Luce verticale della contemplazione. Di luce lieve. E lo calcina. Il mare. Il fiume che forse solo si immagina e corre dentro il suo Destino. Il mare! L’Estuario nella cui acqua profonda la Vita corre! O forse è sorgente d’un nuovo inizio, metafora dell’eterno cui il poeta attende? All’ombra muta e nel conforto dell’Essente? Chi sa quale Altrove attinge e dove posa lo sguardo. Una lama di luce attraversa l’anima, fissando le cose l’istante e la vita nella teca del canto. Il culmine dell’attimo, sparso nelle infinite sonorità del silenzio in cui medita e si raccoglie. Affacciata alle sconfinate finestre della Memoria e della Speranza. Lungo il Fiume. Dentro il Mare.

Qui, lontano, senza curarsi dello spazio, la distanza che ci divide, nell’oasi condivisa di un tempo senza tempo, riverbera la parola poetica di Lan Lan. Che mi raggiunge e risuona in me di un’eco aperta alla solenne sororità della Speranza. Come nei ritorni attesi delle fedeltà amicali.

3 thoughts on “Diario inutile. 19

  1. Traduire Lan Lan [merci beaucoup à vous!] nel riverbero di sé…

    “Luce, o luminosa e lieve !”

    Finestre sul golfo [fiorite e affacciate]
    [sale a riva una ] Spuma di gabbiani
    O di avocetta [il flauto dolce risuona]
    Luce leggera [o luminosa luce, e lieve].

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