Estrema Luce. [Fiat Lux].

Estrema Luce. [Fiat Lux].

Dal margine del mondo. Dall’ultima, l’estrema, la resistente frontiera del Cosmo. L’impertinente Ignoto che si mostra alla dolce tempra del mistico prossimo al Mistero.

Dall’infanzia innocente del bimbo che fu, in tempi lontani.

Dall’alba adolescente dell’uomo che avrebbe voluto diventare e che mai fu.

Dall’imo di sé, nella solitudine e nel silenzio dei tempi vinti che visse, a tutto dispersi.

Dal vile rintocco della fuga quando il suo dono divenne domanda, dopo i giorni dell’incontro e dell’impegno generosi di sé.

Dalle mediocri identità dei rotti a tutto, maestri felici del piccolo quotidiano inganno.

Dal trono dell’ego impietrito dall’uomo smarrito a se stesso.

Dai giorni feriti abitati dalla menzogna.

Dalla lunga deriva della riconoscenza smarrita.

Dalla solitudine interiore degli sconfitti senza colpa.

Dalla vetta solenne e sublime degli amanti che credettero al mistico mistero dell’incontro perpetuo.

Dall’ordalia che scosse con diuturna applicazione la ferialità incolpevole degli ultimi indifesi a tutto e ignari della prova e del duello.

Dalla giustizia sfatta che lesse un giorno e per sempre sul volto bellissimo degli umili.

Dalla voce inesausta che sussurra nei tempi la storia.

Dal canto senza voce dei reietti.

Dai volti soffocati dal pianto nell’ingiusta sanzione di una vita inadatta a tutto.

Da tutto il dolente oblio del mondo, dall’indefessa solitudine, dall’irredento Silenzio,

io, tuo diletto nessuno, ti prego,

Dio dal volto ignoto e sconosciuto nei miei tempi deserti di Senso.

Io, tuo smarrito nessuno, ti chiedo

vieni o Senza nome.

Vieni, o Dio di un credo senza appartenenza e senza umani confini, con la gioia intatta del Tuo eterno dono, vieni, ancora una volta.

Vieni con la Tua Luce dell’origine e incontra, Ti prego, il cuore duro mio e dei fratelli dormiente.

Vieni, per aprirmi di nuovo e per sempre al canto della Vita sorella.

Vieni, ed intonami dentro l’inno che accoglie ogni forma diversa da me, quel Tuo dono, così caro e affidato, della vita e del mondo.

Dalla ruga di cinismo dolente che ha segnato la mia vita e i miei tempi, che disegna sui volti la tela sconfitta delle amare feriali bestemmie nel diniego d’Amore, vieni, Ti chiedo, e risveglia nella grotta interiore, senza forma e destino, sconosciuta al Potere, la precisa coscienza singolare di Luce. Traccia ancora, Ti prego, nel silenzio sconfitto di me, la scintilla Tua eletta, che, mentre nasce, piega il Secolo al divino sapere che solo redime l’umano. Togli insegne ed orpelli: lascia che sola risplenda la grazia della mia nuda Vita. Rendi bella per un’ultima volta la Tua storia risorta, da ribelle e ferita.

Tu che nasci soltanto in silenzio nel margine estremo del mondo, nel profondo del cuore dell’Uomo più vero. Vieni. Io Ti attendo così, nella piega scomposta dei tempi, in ginocchio sulla riva sfiorita dei giorni.

 

 

2 thoughts on “Estrema Luce. [Fiat Lux].

  1. Douceur des mots qui amènent la paix du coeur, sans méconnaitre les blessures et les fragilités de la vie, vertu du silence et spiritualité qui font de la vie une histoire ressuscitée et revivifiée, transmonde est l’humanité, notre humanité, c’est ce que vos mots me font associer et penser…

    merci cher Giordano pour ces mots en cette période de Noël

  2. Merci infini à vous, très chère Huê: il y a la lumière de la résonance intérieure dans vos mots, qui disent l’entier, au diapason des mes pensées, la communion en écoutant le grand Silence, Giordano

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