Forza della solitudine.

Forza della solitudine.

“Una vita che non conosca un luogo di solitudine, una vita, cioè, priva di un centro quieto, facilmente diventa preda di dinamiche distruttive. Quando ci aggrappiamo ai risultati delle nostre azioni facendone il nostro unico mezzo d’auto-identificazione, diventiamo possessivi, inclini a tenerci sulla difensiva, a considerare il nostro prossimo più come un nemico da tenere a distanza che come un amico con cui condividere i doni della vita. In solitudine, gradatamente acquisiamo invece la capacità di smascherare la natura illusoria della nostra possessività, e di scoprire, nel profondo del nostro essere, che noi non siamo ciò che possiamo conquistare, bensì ciò che ci è dato. In solitudine possiamo ascoltare la voce di colui che ci parlò prima che noi potessimo proferire una sola parola, che ci sanò prima che noi potessimo fare un solo gesto in aiuto degli altri, che ci liberò assai prima che noi fossimo in grado di liberare altri e che ci amò assai prima che noi potessimo amare chiunque altro. È in questa solitudine che scopriamo che essere è più importante che avere, e che il nostro valore risiede in qualcosa di maggiore dei meri risultati dei nostri sforzi. In solitudine, noi scopriamo che la nostra vita non è un possesso da difendere, ma un dono da condividere. È in essa che ci rendiamo conto che le parole benefiche che pronunciamo non scaturiscono da noi, ma piuttosto ci vengono date; che l’amore che riusciamo ad esprimere è parte di un amore più grande; e che la vita nuova che generiamo non è una proprietà gelosa a cui aggrapparsi, ma un dono da ricevere. In solitudine, noi maturiamo la consapevolezza che il nostro valore non coincide con la nostra utilità.”

HENRI J.M. NOUWEN, “Forza della solitudine” [Brescia, Queriniana, 1998].

Comments are closed.