La nuova innocenza.

La nuova innocenza.

«Conosci te stesso», diceva il frontespizio del tempio di Delfi. La frase poteva venire solo da un Dio. L’imperativo suppone che chi parla sappia che l’uomo non si conosce.

Ma solo un Dio sa che il comandamento è impossibile. Nessuno può conoscersi completamente. Il conoscente diventerebbe conosciuto,come ho spiegato tante volte. Sarebbe la morte dell’uomo. L’auto-onniscienza rappresenterebbe la distruzione della condizione umana e la perdita dell’identità dell’uomo, proprio con se stesso.

Se io sapessi tutto di me, se fossi trasparente a me stesso, se fossi come un angelo, se nessun motivo delle mie azioni mi fosse sconosciuto, se nulla di ciò che sono mi fosse oscuro, la mia vita non avrebbe rischio, non ci sarebbe nulla che mi sorprenderebbe, nulla che mi avvincerebbe, e che mi colmerebbe di stupore. Conoscendomi per quello che sono, avendo il mio essere nella mia mente, sapendo tutto quello che mi appartiene, né il futuro mi rivelerebbe nulla, né la vita mi mostrerebbe qualcosa di nuovo. Non avrei libertà.

Questa ignoranza però è feconda, come dai tempi del Tao-te-ching e delle upanisad si va ripetendo, apprezzando la “dotta ignoranza”, la “nuvola della non-conoscenza”, il «toda ciencia transcendiendo», ecc. Questa ignoranza è la porta per la nuova innocenza.

In effetti, se so che non mi posso conoscere pienamente, se ho riconosciuto il ruolo corrosivo dell’intelligenza senza amore, se so che ci sono interrogativi e ombre nella mia vita, se so che non ho né posso avere la certezza assoluta in nessuna cosa, allora incomincio a essere uomo e non angelo; incomincio a scoprire che mi devo fidare di qualcosa o di qualcuno che non sono io; incomincio a scoprirmi come una relazione costitutiva; incomincio a capire che, senza fede,moriremmo o non potremmo vivere, come già disse Isaia (7, 9) e la Gita (17, 3). Allora scopriamo che il lògos, anche il più potente e infinito, non è tutto, che c’è di più nelle nostre vite che solo razionalità e volontà, che il mistero divino è più del lògos.

 

Raimon PanikkarLa nuova innocenza», “3° vol., Lampi azzurri.”, [Sotto il Monte, Servitium editrice, 1996].

 

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