Opus justitiae pax.

La prima e più grande forma di violenza è quella perpetrata con la menzogna. La menzogna, è l’arma con la quale i bari cercano di sopraffare nascostamente i puri. La relazione armonica tra i pari, le persone, portatrici tutte e ciascuna dell’inalienabile diritto al rispetto di sé, in sé e per sé, donne e uomini, cittadini e governanti, lavoratori ed imprenditori, s’infrange a causa dell’ingiustizia posta in essere da chi mente. L’ipocrisia è un atto vile, compiuto da persone impotenti ad esercitare il diritto di essere se stesse nella pienezza del rispetto di sé e degli altri. Chi mente apre un vulnus anche nell’integrità di sé.

La condizione asimmetrica che scaturisce dalla menzogna segna l’inizio della guerra provocata dagli impostori. Il loro prevalere si spinge sino alla cancellazione degli innocenti, la cui sconfitta non genera la pace, ma un silenzio immobile, carattere primario di tutti gli assolutismi (dittature militari, mediatiche, economico/finanziarie). Non v’è alcuna intesa possibile quando il fondamento dell’accordo risiede nella menzogna, nell’ipocrisia. Che è la sorella omozigote del cinismo.

Ogni azione compiuta nasce prima di tutto nel cuore e nella mente degli uomini. E’ indice e frutto di un pensiero, di un’intenzione, di una condizione interiore. Per comprendere chi per primo e più di altri arma la mano, si deve distinguere, nel frastuono delle grida mediatiche  come nella prassi feriale,   la verità delle persone in sé. La guerra finisce, e la pace si ristabilisce, quando  la persona restituisce dignità alla verità dei testimoni. Coloro che coniugano indissolubilmente le parole pronunciate con i fatti accaduti e con l’esperienza di sé. Praticando l’ontologia del vero, che è il fondamento del rispetto. Anche quello di se stessi, prima di tutto.

Abbattere le soglie della coscienza, praticare un confine elastico in cui la menzogna rimbalzi, agire scientemente nel paradosso continuo di un’ipocrisia spacciata per normalità, non compone il conflitto. Al contrario, lo accende, lo suscita, lo rinfocola. Lo provoca. Il primo atto di ogni relazione degenere è (quasi) sempre una menzogna. In pubblico, come in privato. Non c’è giustizia senza verità. Senza giustizia non c’è pace. Piano piano, anche la libertà fa la sua scomparsa.

 

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