Osanna [L'io che trema di innocenza e d'ardore.]

Osanna [L'io che trema di innocenza e d'ardore.]

 

Ti colma d’ebbrezza l’istante senza senso

in cui dissipi te stesso. Ti stordisce

di Hýbris e d’effimero canto. Un giorno,

in vetta all’estremo suo pianto, rivivrai

nel silenzio incantato del cosmo

il tuo stigma più vero. Ed in alto all’abisso

di Luce che varcasti da solo, coglierai

l’ardente stella viva solamente nel dono.

 

Fiorirà nel deserto interiore sbocciato

sopra l’ara più dura del perdono in eterno

il tuo sapido credo, il tuo amore fraterno.

Migrerai anche tu dall’usbergo dell’ego

chiuso e cupo sulle orme dell’inverno

dei tempi verso altri occidenti.

Avrai nuda la mano, disarmato

il tuo cuore. Ergerai la sua tenda nell’inferno

che muore. Canterai il tuo osanna impietrito

dentro l’alba che nasce. L’io che trema

di innocenza e d’ardore. E sarai uomo nuovo.

Mendicante di ascolto di senso e di tenero

ardire nei primordi del Tempo.

 

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