Poesia in forma di tweet.

Stamani, come talvolta mi accade, ho sentito salire in me, con la compostezza di un unicum, alcuni frammenti di una visione più complessa abitata dalla poesia. Una declinazione della poetica (di una, la mia?). L’estrema, l’ennesima, la solita infinite volte ripetuta a me stesso, in me stesso? Non lo so. Quando si è compiuto un lungo cammino e/o ci si sente prossimi alla fine, sembra talvolta che l’orizzonte di senso scompaia. Che si cancellino insieme il passato, la memoria, ed il futuro, la speranza. In tale terra di nessuno, le tracce di una Luce che pure avevamo attinta, paiono lacerti o lampi. Scomposti, sconnessi, disgiunti? Così lontani, sembrano, dall’unità di senso interiore che li sostenne un tempo e che amorevolmente li condusse nella luce del giorno, come una madre fa dopo una lunga gestazione. Il poeta, con la parola. Oggi ho riletto la sequenza dei twitt. E forse grazie a Roberte Romère (@RoberteRomer), che mi ha fatto l’immeritato dono di accoglierli tutti tra i suoi favoriti, mi sono reso conto che avevano un’unità, forse postulavano e chiedevano lo svolgimento. In forma di scritto, di saggio, di prosa poetica, di post. Per ora, il ripropongo qui, come sono nati, in forma di tweet…(con un solo, lieve editing, non di sostanza).

1. La parola che abbraccia il senza tempo. Lo cinge e l’apre all’infinito eterno.

2. Non la parola che squadra il giorno. Che chiude l’orizzonte al destino ed al ritorno.

3. L’originalità, un’epifania di solitudine. #Arte #Religione #Scienza

4. L’origine: forse un destino comune, forse una sorgente condivisa. Qualcuno, Qualcosa?

5. Poi, la temperie della singolarità: quale indicibile Bellezza, nell’unicità! Quale sublime armonia nella sinfonia delle diverse note!

6. La singolarità. L’originalità. L’unicità. Gli accenti acuti del divino che si accendono in noi, Luce d’abisso nella parola viva.

7. La parola poetica porta nel grembo dell’origine il suo destino.

8. Il mio tempo si è compiuto. Non so quale altro vivrà nel canto. L’ontologia del sé poetico è un destino ignoto.

9. L’intenzione della scrittura esprime la qualità etica dell’opera. La vita del poeta ne statuisce il climax interiore.

10. L’ontologia del sé destinale non muta se a variare sono unicamente la forma e/o i mezzi in cui si esprime nell’opera.

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