Poeti in compressa.[La luce postuma del presente].


Poeti in compressa.[La luce postuma del presente].

Quando la nuda profezia, vestita unicamente dei miseri panni che raccoglie mendìca nel margine dei tempi che ha vissuti, indosserà finalmente gli abiti dignitosi che le competono in punto di pace e di giustizia da sempre, il profeta sarà lontano dall’origine in cui mosse, solitario e solo, i passi originali della creatività e dell’invenzione.

A vent’anni, tanti ne ebbe un giorno quando mise a dimora sotto la neve d’inverno i semi innocenti del canto, la vanità rende pigra la mente e le piccole e grandi viltà inclinano i compagni di viaggio alla verità che più e meglio conviene nel qui ed ora della ferialità presente.

Quando i filologi solleveranno il mantello del tempo che come una polvere ha coperto le ignobili gesta di intellettuali a gettone, di plagiatori a mano morta, di rispecchianti e rentier dall’incerto ma scaltro potere, la sua solitudine splenderà della stessa intima luce che egli solo vedette un giorno lontano accendersi dentro.

Quella che i Pilato ed i Barabba sostenuti dall’imberbe teoria degli astanti, ipnotizzati dalla forza del numero e annichiliti dall’esercizio di un minutissimo potere nell’espressione di un consenso opportunista, non vollero riconoscere in lui. Crocifiggendo al silenzio il suo inutile canto e dividendosi le spoglie del mantello di parole che lo aveva avvolto, accolto, accarezzato. Che egli stesso aveva intessute, nascenti e non viste, ai propri tempi.

Troveranno dispersi qua e là lacerti di senso orfani di fondamento interiore, raffinate parole, citazioni indossate con l’arbitrio inelegante dei ladri timorosi di flagranza.

Solo rare creature amanti camminarono con lui e portarono la gioia della condivisione e la ferita del margine scosso.

L’impunità degli artefici copia incolla e degli occupanti abusivi dell’anima o di un’idea, è l’altare su cui officiando la parola si immolano i poeti, gli artisti innocenti.

Nel bru bru perpetuo dei replicanti e dei rispecchianti, gli artisti ed i poeti in compressa, la parola vera è un distillato originale di solitaria, aristocratica virtù e di nessuna apparenza e appartenenza.

L’Eterno e l’Infinito non conoscono la contabilità minoritaria. La porta temporale dei minimi si chiude sul loro cammino terreno e sulla vanagloria di cartapesta un istante dopo che essi l’hanno varcata.

 

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