Prose basiche. 3.

Prose basiche. 3.

25 Settembre 2014.

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«Fondamenta». Il lampo di un istante accende la distanza. Il tempo brucia al fuoco dell’assenza. L’infondatezza arde la vita tutta.

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«Contraddizioni». Poeti punto com. Anime allo specchio.

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«Speranza». La perla nascosta tra le non dette. Nel silenzio, urlata tra parole sfatte. L’utopia giace e non vista sogna.

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«Amicizia rara». Così vicini, ad un solo click dalla confidenza e dal dono del silenzio. Così lontani, rattrappiti, dentro.

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«Zibaldoncino digitale.». Solitudine infinita. Nello spleen affollato di interazioni e povero di relazioni. Parce Domine.

 

26 Settembre 2014.

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«Fiori smemorati». I fiori di un oblio insipiente sbocciano presto e a mazzi nel parco brado della banalità contemporanea.

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«Rendite». L’arte del copia incolla con destrezza e dell’emulazione dissimulata lucra indistinta in rendite di posizione.

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«Cambiare dentro». Il mainstream lillipuziano delle tribù digitali.

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«Mezzi e messaggi». La natura dei mezzi non è taumaturga dell’anima dei messaggeri.

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«Creativi». Ridere? Sorridere? Forse piangere… Lo spietato cinismo di intellettuali a piede libero.

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«Selezione». Un silenzio senza apparenti intenzioni. Dissimulazione ipnotica.

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«Intoccabili». Dalla turris eburnea ai domatori piccoli e grandi di suk mediatici, poco è mutato.

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«Festival [s?]». All’infinita pletora dei festival, forse ne manca uno dedicato ai luoghi comuni. [O forse no…].

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