Sette euforismi glabri.

Sette euforismi glabri.[per un buon Natale].

1.

L’assenza di un orizzonte dato, rende confuso anche il canto ribelle. Poiché è arduo il lirismo oppositivo, senza un antagonista.

2.

La nota assertiva sembra nascere per autogenesi. Genotipo e fenotipo insieme. Natura e cultura. La poetica di una diuturna solitudine.

3.

L’arte, come tutto della vita, non esce dal nulla. Le cesure sono drammatiche. Il perdurare delle soglie di confine, lo è ancor più.

4.

L’astrazione, l’epistème ed il metalinguaggio sono ospiti ingrati nelle epoche di secolarismo latente e diffuso.

5.

Una poetica che sopravvive in sé e di sé priva di fondamenti nell’assoluto di una relazione, è orfana del suo destino ontologico.

6.

Il parossismo complice di una socializzazione cabriolet e l’urgenza impositiva dei media di massa sono poeticamente insostenibili.

7.

L’ammirazione per il grande recanatese e la verbosità comunicativa e barocca di certi suoi estimatori a gettone sono incompatibili.

 

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