Spazio e linguaggio.

Spazio e linguaggio.

«[…] Ho scelto due interlocutori privilegiati: la cultura contemporanea e l’uomo. La cultura contemporanea, perché essa si trova intricata in una triade incommensurabile di conoscenze: l’infinitamente grande degli universi stellari, l’infinitamente piccolo degli universi sub-atomici, l’infinitamente complesso delle società post-industriali. L’uomo, perché gli interrogativi radicali si ripropongono oggi, a distanza di millenni, con una urgenza e con una contemporaneità convergente, mai prima sperimentate. Molti storceranno il naso etichettando di sincretismo intuizionista la trama del mio argomentare: riveleranno in questo modo di essere affetti da quell’antico morbo che va sotto il nome di accademismo, più o meno positivista.

Evidentemente, cercare di superare le barriere psicologiche e culturali che separano io e non-io, principio di oggettività e soggettività creatrice, analiticità logico-matematica e analogia immaginifica, costituisce una sfida e una provocazione come è d’uso dire.

Ma questa mia sfida contiene anche una lucida proposta, l’indicazione di una possibile linea di ricerca e di studio che esca dalle strade, battute a tappeto, della sperimentazione sistematica; e da aree settoriali e specialistiche, troppo rigorosamente delimitate.

Sono convinto che oggi il destino della ricerca e dell’evoluzione del sapere dell’uomo richieda una costante attività di smarginamento, di sconfinamento da un campo all’altro, da una disciplina all’altra.

È assolutamente necessario, per il superamento delle impasses conoscitive e progettuali in cui ci troviamo, eliminare il pudore-tabù che ci vieta di applicare contemporaneamente più metodologie, confrontando tra loro frammenti di conoscenze apparentemente — solo apparentemente — distanti e incomparabili. In questo libro vi sono accostamenti impensabili e usi davvero alternativi di metodi e di formalismi tratti dalle cosiddette scienze esatte.

In buona sostanza, mi sono sforzato di applicare all’oggetto di studio — lo spazio e il linguaggio — tre metodi di approccio, ma sempre contemporaneamente:

  • il metodo oggettivo — sperimentale di origine galileiana;
  • il metodo analogico che presiede all’elaborazione artistica;
  • il metodo rivelativo che ispira l’evoluzione spirituale e sviluppa
    l’intuizione umana.[...]».

 

Emo MarconiSpazio e Linguaggio», da “Prefazione (alla prima edizione)”, [Milano, IPL, 1990].

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