Una nube di parole

Ogni nuovo testo pubblicato sul blog, può essere collocato in una specifica Categoria. Ho definito lo spazio pertinente tale classificazione con la locuzione “Sentieri di senso”. Categoria tematica potrebbe essere sufficiente per soddisfare le necessità classificatorie. Tema o Argomento, mi sarebbero sembrati forse più vicini alla mia sensibilità nel tentare di formulare un distinguo di merito fra i testi che scriverò.

Credo che chiunque pubblichi su un blog, possa trovare la metafora più affine al proprio modo di concepire tale esperienza di scrittura. La metafora che prediligo è quella del viaggio: un viaggio che per me è iniziato in quasi assoluta solitudine, nel momento del progetto e della scrittura. Un viaggio che, per rimanere nella metafora, proseguirò al ritmo e con il tempo del passo umano. Il ritmo ed il tempo, cioè, del mezzo che ho sempre preferito e che più di tutti nella vita ho utilizzato. Le gambe. Un mezzo che certamente potrebbe condurre a camminare lungo viali alberati ed immensi, tangenziali, persino lungo i margini delle autostrade. Che pare però più ragionevolmente coerente con altri percorsi: per esempio, quelli che si snodano lungo i sentieri. Meglio ancora, per me, se di montagna. Magari non sempre impervi, non sempre scavati lungo pendici irte.

Incamminarsi lungo i sentieri della scrittura al ritmo del passo umano, dunque. Incontro alla lettura, all’ascolto, al dialogo (alla speranza). Consapevoli della verità racchiusa nelle parole del poeta: “Caminante, no hay camino: se hace el camino al andar. (…) Caminante, no hay camino, sino estelas en la mar ” (Antonio Machado).

Il cammino della scrittura, almeno quello in pubblico, quello che potrebbe incontrare compagni e viandanti, inizia qui. Qui ed ora. Perchè non è vero che la rete ha abolito la distanza ed annullato il tempo. Ci sono altri modi, meno fisici e assai più spirituali, per cancellare le distanze geografiche, varcare le frontiere, per annullare gli scarti del tempo. L’arte, la musica, la poesia, la prosa di una stretta di mano sono fra questi. E, per me, sono i più significativi, se non anche gli unici in grado di abolire lo spazio ed annullare il tempo.

La mia nuvola di senso, o creativa. Credo di poter dire che le parole guida, lungo i sentieri che inizierò a percorrere, e spero talvolta anche a tracciare scrivendo, saranno spesso e certamente tra quelle che ho scritto qui. Nella mia artigianale tag cloud, attinta all’esperienza poetica di una vita ed alla vita di tutta la mia poesia.

Una nube di parole avvolge il Vero. E forse lo contiene.

In principio era il Silenzio.

La parola svela.

La parola rivela.

Il canto delle nude cose.

Eva ed Adamo. Verso la nominazione.

Epifanie del respiro interiore.

Stati nascenti.

Statuti interiori.

Euforismi.

Impulsi della mente.

Meditazioni a cielo aperto.

Sintagmi dell’anima.

Apodittica feriale.

Quotidianità dal margine.

Incantevoli affetti.

Estrema dedizione, carità.

Un sapere sapido di senso.

La voce che risuona nel canto.

Silenzi in forma di sussurro.

Attese in ascolto del silenzio.

Poetici scarti di senso.

Umbratili derive della memoria.

Sussulti e ricordi.

Relazioni comunicative etiche.

Risonanze interiori.

Al diapason di sé, l’ascolto.

L’uomo moderno e la pietas.

Memoria. Speranza. Orfanezza.

Scorci d’orizzonti mediatici.

Squarci di tramonti urbani.

Albe d’apocalissi di luce.

L’esilio della terra.

La relazione è il messaggio.

Comunicazione e comunione.

La poetica via della mistica.

Nominazione e Innocenza.

Verso il Mistero.