Legenda

VIANDANTI, PELLEGRINI, OSPITI.

[CREDITI e RESPONSABILITA']

Viandante di parole (autore del blog Extemporalitas): Giordano Mariani

Piattaforma ospite: WordPress,  Theme Runo by La&La

Server ospite: Metarete. Service provider  http://www.metarete.it/

Carlo Todeschini, @carlotodeschini, informatico umanista, fondatore, non solo di Metarete. E’ qui, in quelli che si dovrebbero definire secondo l’ortodossia Crediti, nel ruolo di viandante. Con lui ho iniziato infatti il mio pellegrinaggio digitale, nella rete in particolare. L’ho conosciuto nel 1997. Quasi vent’anni fa. Nel giurassico dell’informatizzazione. Lui, era allora il giovane protagonista di una innovativa esperienza di informatica civica. Aveva progettato, e stava dando vita a, uno dei siti istituzionali più avanzati all’epoca, la Rete Civica di Cremona. Lo faceva nell’ambito universitario della sua città, in collaborazione con le Istituzioni alle quali aveva proposto la sua idea. Io ero un non più giovane giornalista.

Tre anni prima, all’età di 41 anni, avevo dato le dimissioni dal giornale in cui avevo lavorato per oltre 16. Un anno dopo, ero diventato professionista con una tesina presentata in sede d’esame di Stato. Titolo: “Un mensile ai tempi di Internet”. Solo pochi mesi prima correggevo bozze stampate con le righe di piombo. Di articoli scritti con la penna stilografica da autori che non avrebbero probabilmente visto mai la tastiera di un PC. Avevo incontrato Tode, all’inizio del mio pellegrinaggio nella conoscenza informatica. Un cammino lungo, lento e duro che avevo iniziato da subito, a Roma. Subendo come uno schiaffo in faccia la signoria del “clicca qui clicca là”, di despoti del mouse che non tenevano in alcuna considerazione i miei 41 anni e la mia non breve storia di giornalista.

Cremona fu per me l’approdo ad un’oasi, e non solo digitale. Vi giunsi quando, dovendo scegliere di svolgere uno stage al termine di uno dei tanti corsi di formazione che avrei frequentato durante 5 anni, pensai di coniugare le nuove, modeste abilità informatiche che avevo acquisito con l’indole professionale e personale di sempre. Scelsi dunque una Rete Civica. All’epoca, le possibilità non erano molte. E comunque, dopo averne verificate alcune, approdai, grazie anche alla disponibilità di Tode, a Cremona, appunto.

Tode si schermisce e mi redarguisce bonariamente quando in occasioni diverse e pubbliche, scrivendo di lui, gli attribuisco meriti formativi che pertengono il mio cammino di autodidatta digitale. Dice che sono troppo buono. Però, dopo essermi confrontato con tanti tecnici del clic digiuni di qualsiasi attitudine umana alla relazione, non posso tacere che l’incontro con la Rete Civica e con lui in particolare, abbia costituito la pietra miliare del mio pellegrinaggio digitale. Con Tode ho imparato a conoscere diversi aspetti della tecnologia informatica che mai avrei potuto incontrare da solo e da solo affrontare. E non mi riferisco tanto e solo agli aspetti didascalici relativi ad hardware e software. Penso soprattutto alla visione open source. Che ho imparato a stimare nelle parole e nell’esempio di Tode. E che ho trovato sin da subito così affine sul piano antropologico a snodi di passo essenziali della mia poetica.

[…]

Nella parentesi c’è tutto l’accaduto ed il non detto di un cammino lungo 20 anni. Una viandanza proseguita a fasi alterne. Un pellegrinaggio che è durato e che dura.

Uno degli ultimi passi, riguarda proprio questo blog. Tode mi ha messo a disposizione lo spazio sin dal 2006. Per anni ci siamo scritti e confrontati. Gli ho chiesto consiglio e aiuto nella realizzazione tecnica del progetto. Ci siamo scambiati opinioni sui significati e sul senso dell’apertura di un blog. Ho iniziato almeno tre volte e per tre volte ho cancellato tutto. Ora è il momento e credo questa volta inizierò

A Tode, non posso che dire il mio grazie.

 

RECUSATIO (Disclaimer)

Ognuno è responsabile delle parole che scrive qui, a commento dei post. Lo è prima di tutto davanti a se stesso, nella coerenza che intona le cose narrate allo stato interiore di chi racconta/scrive/pensa argomenta. Dentro la comunità di cui partecipa, in rete come dovunque, ognuno è responsabile, civilmente e penalmente, e solo suo è l’onere di rispondere delle proprie parole davanti alle leggi scritte. Ogni uomo libero lo è, però e prima di tutto, di fronte alle leggi non scritte che ispirano e accordano le forme di rispetto più alte. Quelle che non si fondano nel solo timore della sanzione (flessione restrittiva). Quelle che non approfittano della sconfinata apertura offerta dalla Rete per insultare, divagare oziosamente e intenzionalmente rispetto al tema, per comportarsi in modo volgare (flessione estensiva).

La speranza di chi ha dato vita ad Extemporalitas nel pieno diritto di sé (coerenza fra le parole e le cose) è quella di costruire senso. In una relazione aperta, nella comunicazione a due (peer to peer), si giunge al diapason nella comunione. I cerchi concentrici del dialogo in rete legano fra loro sintagmi armonici, sino a spingersi alla piena assonanza degli animi ed a creare una sinfonia di senso (web semantico?).